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Il 13 APRILE la giornata inizia con un incontro letterario .Maria Zanolli e Laura Veronesi presentano il loro “Dopo le Parole” (Campanotto editore) e le tavole illustrate che lo compongono.Alcune notizie sulle autrici :

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Maria Zanolli è giornalista freelance.
Scrive per le pagine del dorso bresciano del «Corriere della Sera».
Lavora nel campo della comunicazione, cura progetti editoriali, svolge attività di ufficio stampa.

PERCHÈ POESIE E ILLUSTRAZIONE?

Fin dalla mia prima ricerca sulla poesia ho avvertito la necessità di “uscire dal foglio”, forse perché la parola della poesia, quella autentica, è così forte che fa fatica a stare in uno spazio definito.
Ho iniziato a scrivere i primi versi tenendo in tasca Ungaretti e, in particolare, alcune sue poesie, tra cui questa: MATTINA M’illumino/d’immenso.

Tre parole e un’immagine infinita che esprime tutto un mondo e non lo può contenere, ma lo sa dire perfettamente. Nei miei tentativi di poesia c’è una tendenza al “dopo”, a far emergere da parole semplici un significato altro. Dove può arrivare un verso?

Chi legge porta la poesia lontano, crea un’immagine unica che fa di quelle parole un mondo a sé.
Laura ha illustrato le mie poesie con “le gambe e le braccia delle lettere” e le mie poesie sono diventate altro.
Insieme ci siamo fermate ad immaginare dove va la poesia quando scivola dai fogli. Ci piace pensare che le storie escano dai margini in cui le abbiamo incorniciate e invadano i confini di altre storie, con nuovi personaggi e nuovi linguaggi, ci incuriosiscono questi luoghi.

 

Laura Veronesi è illustratrice.
Freelancer da dieci anni di cui sette maturati all’estero (Londra, Berlino, Lisbona, Shanghai), la sua ricerca si focalizza su progetti che indagano il confine tra immagine e testo.

PERCHÈ CASLON?

Trattandosi di poesia mi sono immediatamente orinetata su una famiglia tipografica provvista di grazie. Caslon è il carattere perfetto per questo progetto. Per prima cosa grazie alla fondamentale caratteristica, da alcuni considerata un difetto, di essere una famiglia tipografica estremamente estesa ed eterogenea. William Caslon disegnò queste lettere durante la prima metà del 1700, in un periodo che precede il concetto di famiglia tipografica, i caratteri presentano variazioni tali tra corsivo e grassetto che oggi non verrebbero più considerati come appartenenti della stessa famiglia, per non parlare degli “swash”.. Per un progetto che intende usare le lettere come elementi grafici per comporre illustrazioni la varietà dei segni in Caslon è una ricchezza. William era un rubicondo armaiolo del Worcestershire, a Londra divenne incisore specializzato in decorazioni e personalizzazioni lucchetti e barili e quest’origine artigiana traspira nel carattere delle lettere: robusto, semplice, altamente funzionale eppure con velleità di grazia e sorprendenti slanci verso una leggerezza formale.

I versi di Maria sono fatti di immagini semplici, casalinghe, ti coinvolgono cortesemente, senza invaderti troppo, ti fanno fare un giretto tra le nuvole e poi ti riaccompagnano sul tappeto in salotto; con i suoi versi ho instaurato un dialogo aperto in cui i caratteri tipografici creano immagini complementari al testo. Un lessico quotidiano, familiare e al contempo aggraziato a tratti giocoso lega il detto allo scritto, il testo e l’immagine, le parole e la loro forma.

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